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a cura del Segretario provinciale Prof. Luciano Isceri
25/02/2009- SCUOLA: “La sfida sarà mantenere il più possibile i posti di lavoro .Difendere i più deboli,i precari , un obbligo morale, una battaglia da vincere” ISCERI «AMMORTIZZATORI SOCIALI PER I PRECARI» La sfida nei prossimi tre anni sarà mantenere il più possibile i posti di lavoro per chi ha la fortuna di averlo e difendere, il più possibile, l'anello più debole del sistema lavorativo scolastico: i precari. Lo ribadisce Luciano Isceri segretario provinciale SNALS-CONFSAL al termine di un Direttivo nazionale riunitosi appositamente a Fiuggi nei giorni scorsi. A fronte dei tagli previsti per il 2009 (42 mila cattedre nelle Medie e Elementari di cui 3500 nel Lazio e 300 nella nostra provincia) a salvaguardia dei precari (ai quali non saranno rinnovati i contratti) ma anche dei docenti in ruolo (che potrebbero subire trasferimenti d’ufficio). Il ministro Gelmini ha firmato la direttiva, in base all'art 7 della 133, per i pensionabili (cioè coloro che hanno raggiunto i 40 anni di servizio) in soprannumero nelle categorie dell'esubero e per i fuori-ruolo. «Sono 5000 posti che vanno sommati ai 23.000 circa regolari che hanno presentato la domanda di pensionamento - spiega il prof Isceri - All'incirca 28.000 nuove immissioni in ruolo di precari». In bilico, dunque, restano circa tredicimila cattedre. «Il ministro è orientata verso un intervento legislativo che obblighi a tornare a casa con sei mesi di preavviso tutti quelli che hanno 40 anni di servizio. Non solo ma estende anche al personale della scuola la possibilità di andare a casa dopo 35 anni indipendentemente dall'età anagrafica con mezzo stipendio fino al raggiungimento del quarantesimo anno». Altro spazio, dunque, ai giovani. «Certo. Il problema principale, per noi, è la salvaguardia delle nomine dei precari. È il criterio alla base del Dop, dotazione organico provinciale. Cioè la riserva di precari, personale specializzato, che non hanno cattedre e che vengono chiamati per fare le supplenze». Parliamo di ammortizzatori sociali: la Confsal ha proposto una Cassa speciali anche per i precari. «In piena crisi economica è necessario estendere gli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori che non ne usufruiscono, i precari». In che modo? «Con gli otto miliardi stanziati dal governo va definita una Cassa speciale per i precari che così non andrebbero licenziati ma semplicemente sospesi dalle aziende per cui lavorano che poi s'impegnano a riprenderli a crisi finita. Nel settore pubblico, invece, sarebbe indispensabile per i precari intervenire con l'istituto del contratto con differimento della decorrenza dell'assunzione congiunto, naturalmente, con il soccorso del reddito». “ Il mondo della scuola è stretto dalla morsa di una recessione a due velocità: la prima determinata dalla crisi dell’economia mondiale, l’altra dalla stagione delle cosiddette riforme degli ordinamenti scolastici che altro non sono che una vera e propria cura da cavallo utile solo per fare cassa”. Sarà una vera e propria battaglia alla quale non ci si può sottrarre e per poter attenuare le perdite avremo bisogno dell’aiuto di tutti in primis delle famiglie le quali, con le proprie scelte didattiche che in questi giorni sono chiamate ad effettuare si orientino verso moduli orari più ampi possibili 30 o 40 ore per la primaria ed il tempo prolungato per quella secondaria di I° grado. Così facendo si scoprirà se l’ampliamento del tempo pieno e di quello prolungato promesso dal ministro è demagogia o realtà. 1/11/2008 - IO C’ERO……… Rieti piazzale Leoni, ore 7 , sono già tutti qua, pimpanti nonostante l’ora e neppure spaventati da una notte da incubo fatta di fulmini e saette…..ma la gloria è gloria. Piazza della Repubblica Roma,ore 9 di mattina, la pioggia che ha da poco smesso di scendere da un cielo cupo e minaccioso. La piazza invasa, sempre più gremita di persone di tutte le età che si vanno ad affollare fino a stiparsi, facendo perdere il conto affluendo da ogni direzione come un gigantesco fiume in piena che cerca argini che non trova tentando di confluire tutto in un unico lago tra monumenti fontane e colonne e i resti millenari delle terme di Diocleziano. E il cielo più nero che grigio che vi si specchia sopra, tra i voli ondeggianti nel vento dei palloncini colorati e delle bandiere i vessilli sindacali di ogni colore, e vi trova il suo arcobaleno. Ne ha vista di storia questa piazza. Ma a quanto pare non è stanca, e oggi ne vedrà ancora. Ci accoglie, come dilatandosi in un mare interno, ma non può contenerci tutti, perché i fiumi umani si assiepano alle foci e poi straripano ed è come una marea che non puoi fermare. Ore 10. ore 11. Il corteo di manifestanti ,cartelli slogan cappellini e palloncini e striscioni ricomincia a fluire oltre senza mai svuotarsi, verso il centro, piazza Barberini, via Sistina, Trinità dei monti; verso via Nazionale, in tutte le strade adiacenti , per mille rivoli ed affluenti, verso il grande amplesso di piazza del Popolo sotto il palco su cui da ore parlano i rappresentanti sindacali. Mentre da Termini continuano come da una sorgente ad arrivare sempre nuove ondate di un corteo che pare infinito.Arrivano notizie di manifestazioni spontanee di centinai di manifestanti fermi sul raccordo all’Anagnina all’EUR con i loro pulmann ormai fermi come balene spiaggiate. Ore 12. Ore 13. E intanto non piove,a tratti perfino schiarite e fessure di sole. E noi là in mezzo, con le nostre bandiere bianche rosse e blue dello snals sventolanti in un cielo di bandiere amiche. Siamo parte di questo grande fiume che canta convinto l’inno di Mameli. Tutti insieme, professori e studenti, genitori e figli, intonati e stonati, i grandi e i bambini, quelli che alle manifestazioni ci sono andati sempre e quelli che prima non c’erano andati mai. Ma questa non è una manifestazione qualunque si è ormai capito. In piazza c’è l’Italia, l’Italia dei mille colori oltre gli schieramenti, consapevole di fare qualcosa di utile per il futuro del paese, ma non disponibile a farsi strumentalizzare. Per questo è naturale, non è retorica, cantare oggi,qui, l’inno nazionale. Qui, in queste piazze a Roma come a Milano, a Bologna come a Catania e dappertutto. Qui c’è il cuore del paese che batte in questa protesta civile,pacifica, scherzosa, serissima, la cui inflessibile determinazione è pari solo alla sua democratica dignità. E ci si rende conto che questa lunga marcia dentro cortei che paiono infiniti, tra ali di folla partecipe e in cui rimbalzano voci di altri cortei ovunque, non è solo un tentativo di fermare una riforma che prosciugherà e metterà in ginocchio una scuola pubblica già martoriata, metterà su una strada migliaia di precari, chiuderà ogni accesso ai nuovi laureati,svilirà di fatto il diritto all’istruzione. E’ anche e più ancora un battersi per una idea di scuola, di cittadinanza, di stato: una scuola pubblica e non sotto padrone, libera e non sotto schiaffo di finanziatori vari e imprese private, pubblico servizio e non azienda, fatta per la crescita di persone, e non per i dividendi di bilancio. Ci si rende conto qui, in mezzo a questa folla di, ragazzi, colleghi e genitori venuti da ogni parte d’Italia che sfilano e invadono Roma insieme a noi, che la scuola e il paese sono tutt’uno. Che difendere la scuola pubblica è davvero salvare il paese, il suo futuro e il futuro dei suoi figli. Non è uno slogan,non è retorica, è la pura verità. E allora cantiamolo l’inno di Mameli,tutti insieme, con lo stesso spirito di chi l’Italia fondò, per impedire che muoia in noi la voglia di farla rinascere. In questo momento, in tutte queste piazze e cortei, dalla Sicilia alle Alpi, l’Italia siamo noi…
“E’ solo l’inizio”…Lo hanno detto più volte gli studenti, universitari e medi, ai giornalisti. Lo hanno detto molti colleghi, lavoratori della scuola, intervistati dai media l’ho detto anch’io ogni volta che ho avuto in mano un microfono. Ed in effetti, quando si riesce a realizzare davvero che cosa è successo, l’entità della protesta, della partecipazione e del risveglio collettivo e civile, dopo aver gioito come un po’ ebbri di quella “felicità pubblica” di cui si può godere solo nell’essere insieme e condividere con altri un’esperienza di comunità politica e di cittadinanza attiva, è questa la consapevolezza che si fa strada. Nel bene e nel male. Con la sua forza e la sua asprezza ma con civiltà. L’immensa e oceanica folla che invadeva Roma e il resto d’Italia su e giù per la penisola è stata la dimostrazione condivisa di una presa di coscienza, di un impegno e di un senso di responsabilità collettivi senza precedenti nell’Italia degli ultimi trent’anni. Ma questa è comunque un’altra storia. E all’orizzonte si profila la più grave crisi dell’intero apparato delle conoscenze finora manifestatasi. Niente più cantori del mondo unipolare, niente più retorica delle “magnifiche sorti e progressive”… Solo il crack di banche e finanza, e rumore di casse, peraltro vuote, che i ragionieri ministeriali vogliono rimpinguare con le già scarse risorse dei cittadini immiseriti, a prezzo di sacrificare l’interesse pubblico e beni pubblici essenziali come scuola e sanità. Dove devono andare questi soldi? Perché c’è tanta ostinata fame di tagli a settori peraltro essenziali e già ridotti all’osso, con bassi salari, scarse risorse e alto numero di precari? Cui prodest? La risposta è semplice e terribile. Devono andare a disperdersi nel buco nero del bilancio statale che la casta,di cui nessuno parla più, in decenni di malgoverno, corruzione e clientelismi ha creato. E devono servire a continuare a garantirne i privilegi, a rimpinguare le casse delle banche e delle risorse bruciate dai giochi speculativi. Devono servire a pagare i costi dell’affaire Alitalia. A pagare gli esosi infiniti “risarcimenti” alla Libia, per cui le imprese di qualcuno costruiranno costose opere pubbliche. Devono servire a un nuovo munifico programma di opere pubbliche, su cui qualcuno deve arricchirsi evidentemente e continuare a speculare… A coprire il nuovo buco creato dall’abolizione dell’Ici di cui tutti i proprietari di case hanno beneficiato,ma a quale prezzo? Devono servire a tutto a quanto pare, meno che a rendere più tollerabili le condizioni di vita degli italiani che vivono di stipendio, la grande maggioranza, statali e non, i cui salari non vengono aumetati, ma, in proporzione all’avanzare dell’inflazione, addirittura ridotti. Questo spiega in gran parte la loro ostinazione – l’ostinazione della “casta” - nel proseguire: nonostante abbiano, ormai devono averlo capito perfino loro nonostante la cronica sordità, il paese contro. La scuola, come la sanità, da questo punto di vista meramente economicistico, secondo questa arida e cieca mentalità da consiglio d’amministrazione, come è stato detto, sono soltanto dei costi da tagliare. Voci di bilancio di passivo… Non c’è più posto per i servizi sociali. Ma, come anche è stato detto, il governo di uno stato non è, non può essere, non deve essere una specie di consiglio d’amministrazione. Se uno stato dovesse davvero funzionare come una azienda, la verità è che non potrebbe esistere nessuno stato. Ogni solidarietà tra i cittadini sarebbe spezzata, e la barbarie economicista impererebbe sovrana su tutto. La legge del più forte, ovvero del più ricco e del massimo profitto oligarchico, distruggerebbe ogni stato dalle fondamenta. Lo stato esiste non per essere un’azienda, ma per essere una comunità fondata sulla giustizia, sull’eguaglianza di opportunità, sull’equità, sulla solidarietà, sul dialogo democratico e sulla comunità di destino. Tremonti parlava di Robin tax, la sbandierava come un vessillo solo pochi mesi fa. Ma qui si stanno spogliando i meno abbienti e tutti i cittadini come corpo collettivo dei loro diritti più elementari, come quello ad una istruzione, dalle elementari all’università, libera, pubblica e economicamente accessibile, per dare ai ricchi: oligarchie finanziarie, confindustriali e quant’altro. Si ha anche l’arroganza di rivendicare il principio di questa iniquità, concretizzatasi nello smantellamento della scuola pubblica e nella privatizzazione dell’università – a tutto vantaggio di scuole e università private e dei più ricchi che soli potranno accedervi - travestendolo da meritocrazia e riforma. Si ha l’arroganza di insultare i lavoratori della scuola e gli statali tutti, “fannulloni” e “facinorosi”, mentre si decurta loro lo stipendio, già miserrimo, per i giorni di malattia e si pretende di tenerli a casa agli arresti domiciliari… mentre per i criminali veri vige in questo paese l’ indulto, e per i politici una assoluta immunità. Si ha infine l’arroganza di credere di poter dire nelle televisioni anche di stato pagate con i soldi degli italiani, ben imbrigliate e asservite, tutto il contrario dei fatti e della più palese evidenza, e di far passare le menzogne propagandistiche per fasulle verità… Di trattare i cittadini come spettatori telecomandati di negare perfino l’evidenza con piazze colme di folla che, a secondo di chi le anima,possono contenere una volta 100.000 persone ed un’altra 1.000.000. Non c’è che dire, il cielo è davvero scuro in questo orizzonte proprio come quello di questa giornata.. L’Italia ha dimostrato però, risvegliandosi dal torpore e alzandosi in piedi con grande civiltà, di essere un paese di cittadini e non di sudditi ed il cielo comincia ad aprirsi. Ma contro interessi così forti e un’arroganza così grande bisogna e bisognerà dimostrarlo ogni giorno. D’altro canto non abbiamo scelta, se vogliamo salvare il futuro di questo paese bisogna cominciare con il riprenderci, con la partecipazione attiva e l’impegno comune,abbandonando l’uso della delega ad altri, il suo presente per un domani migliore. Per questo dico grazie alle colleghe e colleghi che,oltre al peso del costo di uno sciopero oggi erano qui con noi pieni d’orgoglio e fieri di esserci stati. Le nostre bandiere levate contro il cielo plumbeo di Roma e d’Italia sono davvero solo l’inizio… Sta a noi, a tutti noi, cittadini e non dipendenti fantozziani o sudditi, riaprire il futuro di questo Paese. Fare di tutto questo un nuovo inizio con decisione ma con quella necessaria moderazione proprio per non dare la possibilità ai molti detrattori di accusarci di essere addirittura degli estremisti e disinformatori. 29/09/2008-USP di Rieti – Chiuso per “tagli in corso”
Il punto di questo mese riguarda una delle più brutte pagine della recente storia della scuola reatina che vi assicuro non avremmo mai voluto scrivere. In breve: il 31 luglio u.s.,come ogni anno, a conclusione di tutte le operazioni per l’avvio del nuovo anno scolastico (immissioni in ruolo,utilizzazioni,assegnazioni provvisorie) finalmente tutti in ferie! Pensavamo di poter godere di un minimo periodo di ferie ed invece…… Improvvisamente,una telefonata ci anticipa una visita ispettiva del Direttore Regionale con esperti al seguito per revisionare gli organici della scuola reatina . Ci è apparso subito chiaro che non sarebbe stata un’estate come tutte le altre e si prospettava uno scenario a tinte fosche ma nessuno avrebbe mai potuto supporre che il 6 agosto 2008 sarebbe diventata, per molti colleghi ,una data da dimenticare. I dirigenti scolastici , i più con tanto di abbronzatura,convocati d’Ufficio, per tutto quel giorno hanno dovuto rispondere a domande anche stringenti relative agli organici dei loro istituti ed alcuni di loro hanno dovuto subire ulteriori tagli. Il sindacato incredulo mai avrebbe pensato che l’Ufficio si trovasse scoperto per circa 50 posti (di un contingente stabilito già da alcuni mesi da disposizioni e tabelle allegate a decreti Interministeriali) e mai e poi mai avrebbe immaginato che nel pieno di una estate si potesse azzerare tutto il lavoro fatto negli ultimi quattro mesi. Abbiamo cercato di capire ,attraverso una richiesta di un incontro urgente al dirigente dell’U.S.P. di Rieti ,cosa realmente stava accadendo anche per far fronte alle domande incalzanti dei colleghi, della stampa e di qualche sparuto amministratore locale. Ci siamo incontrati la prima volta il 13 e la seconda ed ultima il 25 agosto ed ancora oggi se qualcuno ci chiedesse cosa effettivamente sia stato sacrificato,non potremmo dare una risposta credibile. Abbiamo offerto, fino a che ci è sembrato giusto offrirla ,la massima collaborazione come organizzazioni sindacali ma dall’altra parte è venuta meno l’umiltà di cui si ha bisogno nei momenti di difficoltà. Abbiamo forse peccato di presunzione, nel senso di presumere che sia comunque un diritto di chi rappresenta i lavoratori interessarsi del loro destino e più in generale della scuola reatina. Abbiamo ricevuto una serie di risposte interlocutorie molto vaghe che hanno la sostanza di non risposte,abbiamo rispettato la chiusura al pubblico fino al 22 agosto, sono stati ri-effettuati i movimenti annuali e trasferimenti resi noti solo attraverso decreti continuamente rimaneggiati contraddittori tra loro e motivati solo con l’esercizio del potere dell’autotutela , si sono emanati atti con evidenti disparità di trattamento,alcuni di essi immediatamente impugnati in sede legale ,in diversi altri sono state fatte delle forzature al limite, molto al limite, delle regole contrattuali. Certo decidere se dare o non dare un tempo pieno o un tempo prolungato o dare o non dare un corso musicale oppure unire classi oltre i 30 alunni può non essere competenza del sindacato ma se queste operazioni incidono profondamente sugli organici e quindi sullo stato giuridico del personale reclamiamo il nostro ruolo. C’è anche chi dice, a difesa del proprio operato, che alla fine non c’è stato impatto per gli insegnanti di ruolo; costoro mentono sapendo di mentire,basta guardare come in molti casi si sono strutturate cattedre di 22 ed anche 24 ore in luogo delle 18 contrattualmente previste e come taluni si siano visti cambiare per tre volte la loro destinazione o come altri che si sono scoperti perdenti posto ad agosto e dover correre a presentare la relativa domanda di perdente posto. Allo stesso modo ed in perfetta mala fede è chi disconosce il fatto che solo per questo motivo ci sono decine di precari senza più lavoro molti dei quali dopo 10 anni di servizio non potranno più avere neppure un incarico annuale. Sono molte le lettere e le mail che riceviamo alcune firmate altre purtroppo no, di quest’ultime ci preoccupiamo di più perché ci fanno percepire il loro solitario disperato sentimento di paura. E’ per tutti costoro che continueremo a batterci, non abbiamo paura di essere scomodi, non temiamo di farci nemici nei palazzi consapevoli che il sindacato deve fare sempre la propria parte e…quello con la “S” maiuscola deve andare fino in fondo anche alla ricerca di responsabilità. Non ci stancheremo mai di dire che i tagli, se dovevano esserci, avrebbero dovuto realizzarsi prima dei movimenti e comunque potevano e dovevano essere discussi di più e meglio in sede regionale, attraverso una seria politica scolastica regionalale che non può essere la stessa per tutti i territori del Lazio, si sarebbero dovute trovare soluzioni di compensazione con aree,come quella metropolitana di Roma, certamente meno sofferente (volete un dato? Eccolo: Rieti 2199 docenti in organico 50 posti in meno – Roma 44.000 addetti 380 posti in meno….non vi mancherà certo modo di fare le debite proporzioni). A chi è responsabile di questa ennesima mancata opportunità consigliamo di dare risposte più credibili al nostro territorio senza affannarsi ad addossare qua e là responsabilità che noi immaginiamo doversi dividere almeno tra U.S.P. U.S.R senza dimenticare il silenzio di quei famosi “uomini o donne della politica”chiamati in causa su questo argomento dal mese di marzo anche attraverso un appello perfino del Prefetto di Rieti. Un consiglio infine anche a noi stessi: continuare ad essere pressanti a denunciare i problemi ed a tutelare i più deboli atteso che …ormai ,la debolezza, pare abbia afflitto un po’ tutti
10/06/2008-Investire
sull’infrastruttura Scuola.Tagliare il personale non può essere più l’unica leva
Molte sono le emergenze della
scuola in attesa di essere affrontate dalla politica con misure complessive. Per
questo è inaccettabile che la priorità debba essere ancora una volta quella
degli organici. Un fabbisogno stabile e numericamente adeguato di risorse
professionali per il funzionamento efficace ed efficiente del servizio
scolastico dovrebbe essere una condizione «normale». Lo SnalsConfsal ha fin da
subito denunciato il taglio annuale di posti per il personale docente e Ata,
previsto per il triennio con la legge finanziaria 2008 che, seguendo la stessa
logica ragionieristica delle precedenti, mette a rischio le opportunità di
istruzione nel nostro paese. L’obiettivo della tendenziale omogeneità dei
rapporti numerici e del riequilibrio territoriale produce la decurtazione più
pesante degli organici proprio nelle regioni meridionali, dove si registrano
alti tassi di abbandono e di dispersione e dove meno rassicuranti sono i livelli
di apprendimento. L’aumento degli alunni per classe, controproducente dal punto
di vista didattico, è in alcuni casi impraticabile per lo stato dell’edilizia
scolastica. Così come per il sostegno, è del tutto insufficiente la quota di
stabilizzazione, da raggiungere entro l’anno scolastico 2010-11, fissata al 70%
dei posti di diritto che, associata a parametri più rigidi per la determinazione
della consistenza organica, non assicura la continuità didattica proprio per
quegli studenti che più richiedono un rapporto educativo stabile. Peraltro non è
ancora noto il contingente dei posti per le immissioni in ruolo che comunque non
risolvono l’annoso problema dell’alto numero di precari della scuola. E’
arrivato il momento di cambiare radicalmente la considerazione che si ha della
scuola, una delle principali infrastrutture del nostro paese, se veramente si
vuole dare slancio e sviluppo alla crescita sociale ed economica. Occorre
partire con un piano di investimenti per la centralità dell’istruzione e per la
valorizzazione del personale. Bisogna introdurre innovazioni coraggiose, ma
prevedendone prima le ricadute sul funzionamento della scuola e sul lavoro dei
docenti e poi garantendo le condizioni per la loro attuazione. E’ quanto lo
Snals-Confsal aveva richiesto rispetto all’obbligo del recupero dei debiti
formativi, che pure ha condiviso perché va nella direzione di ridare serietà
agli studi e dignità al lavoro dei docenti. Le riforme, grandi o piccole che
siano, non basta approvarle e fare solo appello al senso di responsabilità degli
insegnanti, ma occorre assicurare strumenti e risorse alle scuole. La Segreteria Provinciale dello SNALS-CONFSAL di Rieti ha avuto notizia del varo del nuovo assetto provinciale della rete scolastica da parte della Direzione Scolastica Regionale del Lazio. L’iter come al solito lungo e travagliato ha visto come attori protagonisti i vari Enti locali con in testa l’ Amministrazione Provinciale e come comparse le OO.SS e lo stesso Ufficio Scolastico Provinciale. E’ vero che si è avuta una fase concertativa nell’ambito della conferenza provinciale sul dimensionamento della rete scolastica ma è altrettanto vero che la partita finale si sia svolta ancora una volta altrove e dietro le quinte. Infatti si potrebbe definire questa vicenda come “una medaglia a tre facce", una per ogni passaggio burocratico. Infatti, mentre l’Amministrazione Provinciale aveva deliberato una proposta concertata con l’ANCI, le OO.SS ,l’U.S.P. di Rieti ed il rappresentante della consulta degli studenti , raccogliendo anche le istanze di richiesta di nuovi indirizzi da parte di quelle scuole che avevano espresso tale necessità, la Giunta Regionale del Lazio aveva comunicato alle OO.SS regionali l’adozione di un piano che si discostava in parte da quello richiesto dal territorio ma che annullava tutte le richieste di nuovi indirizzi. Ora si apprende che la Dir. Scol. Regionale ha emesso il provvedimento definitivo che non contempla alcuna nuova istituzione di corsi di studio (es.:Liceo Artistico…..). Di fatto queste le novità per l’a.s. 2008/2009: -Autonomia del liceo classico di Fara Sabina; -Istituzione di due nuovi istituti comprensivi a Magliano Sabino (con annessione della sezione del liceo scientifico) ed a Borgorose (che annette la sezione del locale ITCG); -Autorizzazione dell’apertura di una prima classe dell’ITG presso il nuovo Polo Didattico di Poggio Mirteto che comprenderà anche l’ITC e la sede dell’IPCT (ex sede staccata di Rieti. Rispetto alla delibera della Provincia viene meno l’accorpamento della Dir. Did. di Poggio Mirteto con il locale Ist. Comprensivo. In questo modo le presidenze nella nostra provincia passano da 44 a 45 con ovvia soddisfazione da parte del sindacato per l’aumento di unità di personale. A prescindere dal metodo assolutamente censurabile dal punto di vista della condivisione di scelta di politica scolastica, esprimiamo un giudizio moderatamente positivo nel merito. Ci saremo infatti aspettati di rilevare, ad esempio, qualche elemento di vera novità con l’autorizzazione a nuovi indirizzi realmente attraenti ed utili al nostro territorio provinciale che ha particolari vocazioni ed ha bisogno di essere rivitalizzato attraverso una politica scolastica che tenga conto essenzialmente di quelle che sono reali potenzialità a disposizione e che sia soprattutto capace di frenare gli esodi di alunni verso le provincie limitrofe come accade a Magliano, Borgorose ed Amatrice.Ora la partita se la giocheranno i vari istituti che entro il 30 gennaio p.v. dovranno chiudere la campagna delle iscrizioni e dovranno soprattutto fare i conti con il numero di alunni a disposizione cercando di far quadrare gli organici coscienti del fatto che le scuole si aprono solo in presenza di questi e non solo attraverso scelte politiche. In definitiva non ci sembra molto logico né utile il fatto che su taluni territori si sia modificato l’indirizzo di studi sulle ceneri di una precedente e recente scelta di altro indirizzo scomparso dopo pochi anni per mancanza di allievi. Questa però, almeno così si evince dalle norme , non è più materia sindacale ma è frutto di scelte politiche territoriali se poi queste sono in contraddizione tra loro…poco importa.
Ancora scoperte numerose cattedre nella nostra provincia destinate alle
immissioni in ruolo.
La valutazione
e la proposta dello SNALS-CONFSAL reatino.
PERSONALE A.T.A.:
tutti i 28 posti previsti sono stati ricoperti
Concorso ord. 15 non
ricoperti (14 posti
tutti da concorso ord.)
SCUOLA
PRIMARIA: contingente posti 14 tutti ricoperti
SCUOLA SEC.I°
GR: contingente posti 43 di cui grad. Esaur.30
conc. ord. 13 non ricoperti
n°2 posti
conc. ord.
Residui 12 tutti da conc. ord.
PERSONALE
EDUCATIVO: contingente posti 4 assegnati tutti.
Alla luce dei dati suddetti
si rileva, in modo palese, che molte cattedre assegnate al contingente del
concorso ordinario, almeno per il settore secondario, non sono state coperte da
titolare alla data 1/9/2007. Ne consegue che detti posti,essendo sopraggiunti
alle operazioni di mobilità annuale e di conferimento di incarichi, in quanto
non ricoperti da docenti con nomina a tempo indeterminato dall’ 1/09/2007, sono
addirittura stati restituiti alle scuole per mancanza di aspiranti anche nelle
graduatorie ad esaurimento per le supplenze annuali. L’assoluta mancanza di
informazioni da parte dei vari U.S.P. che hanno gestito le procedure dei diversi
concorsi aumenta le nostre perplessità fino a farci temere che il contingente
assegnato possa risultare in parte inutilizzato a causa dell’elevato numero di
nomine effettuate d’ufficio su graduatorie vecchie anche di 17 anni (concorsi
del 1990 e 1999) ed anche per l’esaurimento di molte di esse. Lo SNALS ha già
avanzato la propria proposta che consiste nella ulteriore ripartizione delle
disponibilità consentendo in tal modo di recuperarle a favore dello scorrimento
sulle graduatorie ad esaurimento assorbendo così un’altra fetta di precari.
Siamo d’accordo, ha dichiarato Isceri sulle dichiarazioni del ministro Fioroni
in merito alla necessità di procedere anche per i prossimi anni alla copertura
di tutti i posti vacanti. Ci preoccupa invece il contrastante parere del
dicastero dell’economia che sembra voler realizzare un risparmio complessivo di
240 milioni ( 2,2 Miliardi a regime) in finanziaria attraverso l’ennesimo
aumento di 1 punto del rapporto alunni docenti riducendo così le possibilità
occupazionali.
La stampa di
oggi titola: “statali,niente più precari‿
è la soluzione,
conclude Isceri, non vorremmo che si concretizzasse con l’eliminazione dei posti
dei precari.
La Segreteria
provinciale dello Snals di Rieti ha avanzato serie e documentate riserve
sulla possibilità che l’Ufficio scolastico regionale e quello provinciale
possano riuscire, a meno di un auspicato miracolo spesse volte compiuto, ad
ottemperare alle numerose e complesse operazioni di cui sono stati caricati dal
Ministero dell’Istruzione. Gli adempimenti amministrativi sono tutti da
compiersi entro il corrente mese di luglio per assicurare al nuovo anno
scolastico un inizio senza scosse e senza turbolenze. “La lunga estate calda
della scuola ed in particolare di quelle laziali e reatina, è iniziata – ha
osservato il prof. Luciano Isceri, segretario provinciale Snals. - Così come
accade oramai da qualche anno, nei mesi estivi proprio quando tutti pensano al
meritato riposo, il pianeta scuola va in fibrillazione. Insomma, come siamo
abituati, non c'è pace nella scuola. Basti pensare che nelle prossime tre
settimane bisognerà costruire tutto l'impianto per l'anno scolastico 2007/2008.
E non è poca cosa. Le responsabili preoccupazioni avanzate dal prof. Isceri sono
state trascurate nell’euforia seguita all’annuncio delle nuove immissioni in
ruolo annunciate dallo stesso Ministro Fioroni e per le quali lo Snals si era
battuto da almeno un decennio per ottenerle. A dimenticarlo è stato proprio il
titolare del dicastero di Viale Trastevere che ha richiesto agli uffici
periferici del suo ministero un superlavoro proprio nel periodo feriale, ad
alberghi e vacanze prenotate da impiegati e dalle loro famiglie. “L'U.S.P. di
Rieti – annota il prof. Isceri - dovrà provvedere nell'ordine a questa lunga
serie di adempimenti: 1) sistemazione di tutto il personale di ruolo docente
educativo ed ATA, che ha chiesto a suo tempo la mobilità annuale o che ha perso
posto nell'organico di fatto; 2) definizione di tutti i ricorsi presentati
contro le recenti graduatorie del personale docente educativo ed ATA che nella
nostra provincia sono alcune centinaia; 3) pubblicazione delle graduatorie
definitive del personale suddetto; 4) ed infine il conferimento delle nomine in
ruolo del personale autorizzate dal Ministero della Pubblica istruzione solo in
data 3/7/2007. “Noi confidiamo – ha aggiunto il segretario provinciale dello
SNALS – almeno in una pausa nelle tre settimane agostane per poi riprendere
nell'ultima settimana, con i contratti a tempo determinato che sono centinaia.
Tra questo fermento lavorativo che pone in prima linea l’opera e l’azione di
assistenza dello Snals ai propri iscritti e non, e le incertezze degli
interessati impegnati ormai giornalmente a fare i conti con la giustizia
amministrativa, si pongono gli ostacoli giornalieri e le contraddizioni
normative, che lasciano venire meno tutte le certezze del diritto. Ci sono
infatti graduatorie zeppe di candidati inclusi con riserva, altri con punteggi
dimezzati dal recente provvedimento delle scuole di montagna, altri ancora
ammessi con riserva e che non sanno ancora se questa sarà o non sarà sciolta in
tempo per consentire loro di acquisire il diritto a lavorare. Ovviamente,
sull’immissione in ruolo del personale non si può non esprimere che un giudizio
positivo per il fatto che, dal prossimo anno scolastico, saranno di meno i
precari nella scuola della nostra provincia. Infatti, il tanto atteso decreto
sulle immissioni in ruolo è stato finalmente firmato. Sono 175 i posti che
saranno assegnati al personale docente educativo ed ATA e circa 100 gli altri
reatini verranno assunti nelle provincie laziali dalle graduatorie di concorso
regionali. E’ questo un risultato frutto di una durissima lotta sindacale in
cui lo Snals è stato sempre in prima linea a difesa degli interessi del
personale della scuola.Pertanto, lo SNALS reatino giudica abbastanza
soddisfacente la risposta data dal Ministero alla lotta contro il precariato
fortemente sostenuta dal nostro sindacato IL QUADRO DEI POSTI DISPONIBILI IN PROVINCIA DI RIETI
Ecco di seguito il dettaglio
del contingente dei posti di ruolo assegnati alla provincia di Rieti: 1 guardarobiere. PROSSIMO IL NUOVO PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE La Segreteria provinciale dello Snals di Rieti comunica che la Giunta della Regione Lazio ha approvato l’Atto di indirizzo sulla programmazione della rete scolastica regionale. Il piano di riorganizzazione, più che un atto finalizzato al “dimensionamento – ha affermato l’Assessore Siliva Costa – dovrà ispirarsi ai principi della razionalizzazione e del potenziamento dell’offerta formativa sul territorio. In ogni Provincia sarà istituito un Comitato provinciale, coordinato dall’Assessore competente, che garantirà un’analisi più approfondita delle esigenze e delle proposte di razionalizzazione espresse dal territorio. I Comuni dovranno presentare ai Comitati provinciali le proposte entro il prossimo 1° Novembre, sulla base delle quali i Comitati predisporranno i Piani provinciali, in collaborazione con le Comunità montane. Il Piano sarà trasmesso alla Regione Lazio e all’Ufficio scolastico regionale entro il 30 Novembre. “In sede di stesura del nuovo piano di razionalizzazione della rete scolastica provinciale – ha dichiarato in proposito il prof. Luciano Isceri – dovremo affrontare alcuni gravi problemi degli istituti scolastici reatini: in primo luogo quelli dell’Istituto professionale per l’agricoltura e dell’istituto Alberghiero i quali non hanno spazi idonei e sufficienti. CORRONO VOCI……………. Entro la data del 30 giugno 2007 possono sciogliere la riserva esclusivamente coloro i quali sono compresi nelle tipologie previste dai D.M. 49 e 50 del 6/6/2007 ( SSIS,sostegno,corsi gestiti da Accademie di belle arti e Conservatori di musica). Pertanto sono prive di efficacia tutte le altre domande prodotte al di fuori delle predette tipologie almeno fino a quando non verrà emanato apposito provvedimento. La nota che segue fresca di giornata del MIUR si commenta da sola nel senso che oltre a non offrire certezze crea ulteriore sconcerto agli interessati. Ma che fine ha fatto il diritto tra riserve ,scioglimenti di riserve, inclusioni con riserva.......?????
Ai Direttori Generali degli Uffici scolastici Regionali Loro Sedi
Oggetto: Graduatorie ad esaurimento- ordinanza cautelare TAR Lazio 10 marzo 2007 - scioglimento della riserva.
Nella nota prot.10667 del 23 maggio 2007, si fornivano istruzioni , in esecuzione dell’ordinanza cautelare del TAR Lazio in oggetto, per lo svolgimento degli esami finali, limitatamente ai docenti che frequentano i corsi speciali abilitanti, previsti dal D.M. n.85/05, che si concludono nella sessione estiva dell’a.a. 2006/07. In attesa dell’esito dell’appello prodotto dall’Amministrazione si invitano le SS.LL. a curare tutti gli adempimenti per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento dell’a.s.2007/08, dei docenti che conseguono l’abilitazione, con l’avvertenza di contrassegnare, anche manualmente, ciascun nominativo con la dicitura “a seguito di sospensiva T.A.R.”. All’atto della pubblicazione delle graduatorie con l’inserimento del personale in questione dovrà essere chiarito che l’inserimento stesso è subordinato all’esito del ricorso in appello al Consiglio di Stato e che, nel caso la posizione in graduatoria dovesse dar titolo all’individuazione, resta inteso che il titolo di abilitazione conseguito è pienamente valido, ma ne è solo procrastinata la spendibilità nelle graduatorie ad esaurimento per l’a.s.2008/2009, fermo restando, altresì, la sua validità per l’inclusione nelle graduatorie di circolo e d’istituto per l’a.s.2007/2008. per la stipula di contratto a tempo indeterminato o determinato, si provvederà ad accantonare il posto in attesa dell’esito della pronuncia del Consiglio di stato stesso. Nel caso di esito positivo per l’Amministrazione dell’appello IL DIRETTORE GENERALE f.to GIUSEPPE FIORI
Tagli personale A.T.A. nella scuola.
Torniamo
sull’argomento tagli del personale ATA nella scuola per informare che si è
tenuta il giorno 14 maggio u.s. l’informativa tra Ufficio Scolastico Provinciale
di Rieti e le organizzazioni Sindacali della scuola a seguito della direttiva
emanata dalla Direzione Regionale dopo l’incontro del 7 maggio 2007.
Quest’ultima
stabilisce il contingente delle nostre istituzioni scolastiche fissandone il
totale a 924 unità per la definizione dell’organico di diritto per l’anno
scolastico 2007/2008.Tale assegnazione conferma purtroppo quello che lo SNALS
aveva preannunciato nelle scorse settimane e che taluni avevano strumentalmente
cercato di ridimensionare, i tagli previsti sono complessivamente di 18 posti di
lavoro. Nel corso della riunione, il Dirigente dell’U.S.P. di Rieti ha
comunicato che secondo lo stesso ufficio, dovrebbero essere necessari altri
ulteriori 8 tagli portando così l’organico provinciale a meno 26 rispetto a
quello dell’anno in corso. Secondo il sindacato questa linea è inaccettabile
giudicandola troppo penalizzante sia in relazione alle effettive esigenze minime
delle scuole sia in relazione al fatto che si va oltre a quanto stabilito in
sede regionale. Sarà il solito gioco delle parti o il solito realismo
all’eccesso che caratterizza questa nostra provincia che risparmia sempre in
funzione di concessioni ad altre più “fortunate” provincie laziali?Abbiamo
chiesto, con forza, che non si vada oltre quanto stabilito dalla Direttiva
Regionale e, comunque ricercare spazi di recupero atteso che sono diverse le
scuole al limite della funzionalità amministrativa tecnica e dei servizi
ausiliari.Aspettiamo una risposta dall’Amministrazione Scolastica ed una presa
di posizione da Parte della Dirigente provinciale che faccia finalmente sentire
in sede regionale anche la voce e le esigenze della scuola reatina.
Sono oltre
trecento i docenti precari ricorsi allo Snals per definire le complesse pratiche
relative all’aggiornamento delle graduatorie permanenti del personale
scolastico, ora divenute graduatorie ad esaurimento. “Purtroppo – ha osservato
il prof. Luciano Isceri, segretario provinciale del sindacato autonomo –
dobbiamo prendere atto con rincrescimento che molti precari reatini, fin dal
prossimo anno, emigreranno in altre province in quanto le probabilità di nomina
nella scuola reatina sono per loro limitate. A fronte dell’ulteriore prevista
diminuzione delle cattedre è stato necessario prendere atto che alcune delle
graduatorie da anni sono divenute pletoriche, in specie alcune dell’area
artistica e tecnica e dello studio delle lingue estere, tranne che per l’Inglese.
Le province
prescelte sono state quelle del Nord, ma anche la Capitale dove si ritengono
possibili opportunità di nomina. “Dal prossimo primo settembre si
assottiglieranno ancor di più gli organici provinciali – ha aggiunto il prof.
Isceri – anche per i tagli della finanziaria 2007, che riguarderà a Rieti alcune
decine di cattedre e posti di personale A.T.A. non ancora numericamente
quantificabili. La politica del governo, in questa direzione, non ci aiuta e la
scuola reatina, già gravata da tanti problemi più volte rimandati e non ancora
risolti, avverte da anni l’urgenza di rivedere celermente, aggiornandola, la
razionalizzazione dell’intera rete scolastica rappresentata dai 44 istituti che
la compongono, di questo il mondo della politica pare disinteressarsi salvo poi
abbaiare alla luna quando ormai è troppo tardi per rimediare come è accaduto
recentemente per la vicenda dell’ITG conteso tra Magliano Sabina e Poggio
Mirteto. SCUOLA: ECCO I TAGLI AGLI ORGANICI. Come anticipato nel corso delle settimane precedenti, l’aumento dello 0,4 % del rapporto alunni classi porterà sacrifici in termini di posti anche nella scuola reatina.E’ stato reso noto il dato riguardante l’organico di diritto per l’a.s. 2007/2008 e da esso si rileva che saranno tagliati, in questa prima fase 23 posti così ripartiti: scuola primaria – 14 scuola secondaria I° grado - 2 secondaria II° grado – 5 postisostegno – 2 posti. “Questa è solo la prima fase, quella dell’organico di diritto, dichiara il segretario provinciale dello SNALS Luciano Isceri, alla quale farà purtroppo seguito quella dell’organico di fatto dove sicuramente i tagli non saranno inferiori di altri 40 posti. Non è al momento quantificabile il numero dei tagli del personale ATA; anche per costoro sono previste riduzioni”. Ecco quindi che la stima approssimativa avanzata nei giorni scorsi di circa 60 posti complessivi in meno purtroppo si realizzerà. La preoccupazione a questo punto oltre che per il personale è per la stessa erogazione del servizio pubblico già in molti casi precaria con l’attuale organico. “Pensiamo ad esempio alle classi della scuola primaria sovraffollate o a quelle dei paesi di confine provinciale che non saranno attivate a causa del basso numero di alunni. Ci preoccupa anche lo stesso servizio di vigilanza nelle scuole, già precario, a causa del taglio di posti di collaboratori scolastici. Ci preoccupa la rivisitazione degli organici della scuola superiore dove in molti casi non potranno essere attivati corsi ad indirizzi diversi nella stessa scuola.Infine sarà dura mantenere gli attuali livelli occupazionali nella scuola secondaria dal momento che le cattedre saranno tutte ricondotte a 18 ore”. Lo SNALS ha richiesto all’Ufficio Scolastico Provinciale il dato ufficiale relativo al numero degli alunni effettivamente iscritti in organico di diritto non considerando pienamente attendibili quelli statistici del MIUR dove, comunque, si evidenzia un moderato incremento di alunni che da solo non giustifica la riduzione di posti. “Al tavolo regionale ci saremo e venderemo cara la pelle anche se i margini di recupero non potranno certo essere visibilmente soddisfacenti. Il nostro pessimismo si aggiunge alla nostra amarezza ricordando la disattenzione di quella parte del mondo della scuola che in dicembre non manifestò con forza contro questa parte della finanziaria e non si accodò al nostro sciopero generale del 7 dicembre. La scuola come risparmio e non come risorsa è purtroppo ancora una realtà. ORGANICI PERSONALE DOCENTE A.S. 2007-08 la C.M. n. 19 del 13 u.s. il MPI ha trasmesso lo schema del Decreto Interministeriale che fissa le modalità per la formazione degli organici del personale docente per l’a.s. 2007-08 conferma in pieno le nostre previsioni già comunicate dal mese di novembre attraverso la stampa e nelle assemblee territoriali pre elezioni RSU.La circolare e lo stesso schema di Decreto confermano l’entità dei tagli annunciati negli incontri con le OO.SS. dei giorni scorsi. La riduzione, infatti, che la relazione tecnica allegata alla legge finanziaria quantificava in oltre 19.000 posti, in realtà sarà di 14.179 che, considerato l’incremento di circa 28.000 alunni, si ridurrà in pratica a 11.726 posti di cui 7.053 già sull’organico di diritto e ulteriori 4.673 sull’organico di fatto.Nella regione Lazio è prevista una riduzione in organico di diritto di 608 posti a fronte di 1995 alunni frequentanti in più rispetto al precedente anno (risulta immutata la situazione dei posti di sostegno) La possibilità di incrementare il numero di alunni per classe, ancorché di “una o due unità”, al fine di rientrare nel tetto di organico che ad ogni Regione è stato assegnato e, ancor più grave, il mancato sdoppiamento di classi con 26 o 27 alunni, anche in presenza di alunni con handicap, non può che compromettere la stessa qualità dell’insegnamento, come più volte da noi denunciato. Anche per la nostra provincia, soprattutto per la particolare decentramento delle istituzioni scolastiche sul territorio, sarà notevole il sacrificio in termini di calo di posti. La verifica sarà fatta a livello regionale prossimamente ma si stima in alcune di decine di posti da tagliare. Alla circolare, così come al Decreto, sono allegate le tabelle relative all’incremento o decremento degli alunni, il tetto di organico stabilito relativamente ad ogni ordine e grado di scuola, nonché il numero di posti di sostegno ripartiti per Regioni. Nei previsti incontri, a livello regionale, di informazione alle OO.SS., vigileremo affinché non vengano superati i limiti di legge che fissano i parametri sulla vivibilità e l’igiene delle singole aule in rapporto al numero di alunni che le frequentano ( abbiamo tempestivamente richiesto i dati degli iscritti presso l’U.S.P. di Rieti). Ciò anche perché, come abbiamo più volte sostenuto, la stessa legge finanziaria non prevede una modifica alle norme vigenti in materia.Da segnalare in particolare, per quanto riguarda la scuola secondaria di I e di II grado, che la circolare prevede di evitare il ricorso al frazionamento delle cattedre, peraltro più volte operato negli anni precedenti, e ciò al fine di non ridurre le disponibilità di organico da utilizzare poi sia per la mobilità sia per le nomine in ruolo. Innanzi ai risultati definitivi delle elezioni per il rinnovo delle RSU della Scuola, resi noti ufficialmente ieri, il Segretario provinciale dello Snals – Confsal di Rieti prof. Luciano Isceri ha rinnovato la propria personale soddisfazione e quella della sua organizzazione sindacale per l’ampio ed indiscutibile successo conseguito dalle liste Snals ed ha rivolto apprezzamento anche per la larga adesione dei lavoratori della scuola e dell’università, allo sciopero generale proclamato lo scorso 7 dicembre 2006, dalla Confederazione generale dei sindacati autonomi lavoratori, contro la Legge Finanziaria 2007. “Il confronto con i dati elettorali del 2003 ci consente di poter affermare – ha rilevato il prof. Isceri - come lo Snals si sia riconfermato non soltanto primo sindacato della scuola a Rieti, ma in ulteriore crescita conseguendo una percentuale maggiore del 38,2 su quella del 34,9 del 2003. A tale fine si deve considerare che siamo in presenza di una forte diminuzione di personale dovuto ai tagli ed ai ridimensionamenti degli organici dovuti alle varie leggi finanziarie degli ultimi governi. Malgrado ciò, il nostro sindacato è fermamente e segnatamente in progresso”. I dati definiti delle elezioni rilevano che i votanti del 2006 sono stati 2.907 contro i 3.158 del 2003. Nella corrente tornata elettorale lo Snals ha ottenuto il 38,1% dei voti, contro il 34,9% del 2003 ed ha eletto 46 rappresentanti, ottenendo 1.108 voti contro i 1.098 di tre anni fa. L’Uil Scuola ha ottenuto voti 1.010 (34.7%) contro i 945 voti del 2003 (29,9%); la CISL Scuola 592 voti (20,3%) contro i 542 voti del 2003 (17,1). La CGIL Scuola è passata agli attuali 407 voti (14%), dai 535 del 2003 (16,9%)“Tutte le sigle - ha rilevato il prof. Isceri – hanno incrementato in voti e in percentuali, meno la CGIL Scuola che ha perduto 128 voti”. Il prof. Isceri ha ringraziato ieri tutti i candidati e gli eletti dello Snals nelle nuove Rsu. “ Se si tiene conto che nei tre anni trascorsi dall’ultima consultazione, e nonostante l’intesa e generosa lotta sindacale, l’organico della nostra provincia ha subito una considerevole perdita di posti e che, come sempre, si è dovuto affrontare con la triplice sindacale un confronto particolarmente duro, bisognerà riconoscere – ha riaffermato il prof. Isceri - che il successo da noi ottenuto va al di là di ogni migliore ed ottimistica previsione”. Il prof. Isceri ha infine richiamato i propri iscritti ed in generale il personale della scuola reatina alla vigilanza ed a non consentirsi disattenzioni o rilassamenti in vista delle prossime importanti scadenze che riguardano il rinnovo del contratto di lavoro e, sul piano locale, la discussione ed il dibattito che lo Snals intende aprire con l’Amministrazione provinciale, sulle nuove proposte di riassetto della rete scolastica sabina.
libro dei sogni o splendida
realtà? Dopo l’esito elettorale, mentre da un lato rimangono ferme tutte le nostre perplessità riguardo le difficoltà per costituire un GOVERNO stabile che abbia la possibilità di operare quelle riforme strutturali ed ormai inderogabili, dall’altro non possiamo sottovalutare le linee programmatiche contenute nel programma del centro-sinistra. Siamo andati a leggerlo per capire qualcosa di più considerando che in campagna elettorale le politiche scolastiche sono state troppo colpevolmente trascurate. Nel famoso programma elettorale dell’unione da pag.229 a pag.247 si esplicita il programma sulla scuola. Si coglie la volontà di dare un segnale chiaro sulla necessità di operare una “discontinuità” rispetto all’idea del centro- destra, discontinuità questa che dovrebbe passare attraverso l’uso dello strumento dell’abrogazione. Si intuisce che il primo atto ( forse nei cento giorni) sarà l’abrogazione del decreto sul II° ciclo. A seguire la decretazione del blocco degli anticipi nella scuola dell’infanzia ed in quella primaria. Su questo secondo punto ci sono oggettivi problemi di natura organizzativa derivanti dal fatto che per il prossimo anno scolastico i giochi sono fatti e sarebbe sbagliato creare ulteriori conflitti con quelle famiglie che hanno già effettuato la propria scelta. Riassumiamo di seguito i punti caldi su cui agire secondo il programma dell’Unione:
Sulla riforma Moratti : emanazione dei due decreti sopra richiamati;
Sulle politiche
economiche:
Sulle Riforme:
Sulle politiche del
personale:
Non si può certo affermare
che quanto proposto dal centro–sinistra non è, nel suo complesso condivisibile,
soprattutto per quel che riguarda i famosi stipendi europei ed il piano
pluriennale della scuola. Permetteteci però di diffidare della politica nel suo
complesso se non altro per il fatto che, negli ultimi anni, di piani pluriennali
economici ce ne hanno promessi molti e dei famosi stipendi europei abbiamo ormai
i nostri portafogli “vuoti”, tuttavia non volendo cadere nella stessa tentazione
in cui spesso sono caduti i nostri colleghi di CGIL-CISL e UIL non useremo né
ostracismi ideologici né prese di posizione pre-costituite per giudicare
l’operato del Governo che sarà. Valuteremo attentamente e daremo il nostro
contributo alla realizzazione degli obiettivi se questi andranno nella giusta
direzione ad esclusivo beneficio della Scuola, dell’Università,dell’Alta
Formazione,della Ricerca.
Siamo quasi in maggio ed allora ci viene voglia di esclamare: “se son rose fioriranno………”.
Prof.
Luciano ISCERI
Segretario Provinciale Snals
– Confsal ……… a proposito di lavoro flessibile!
Usciti dal lungo tunnel di una campagna elettorale fatta di veleni e molte banalità cerchiamo di tornare tutti con i piedi per terra e tentare di mettere insieme i cocci di una divisione politica in due del nostro paese. Non riuscendo neppure a meravigliarci dell’esito, sul filo di lana, scaturito dalle urne ci meravigliamo invece di chi si meraviglia di ciò, facendoci capire che non hanno compreso che questo risultato è talmente scontato,quasi un’ ovvietà, con questo sistema elettorale. Costoro si sono forse già dimenticati la conta delle ultime decisive schede nell’ultimo confronto per la Presidenza degli Stati Uniti oppure del serrato testa a testa nelle recenti elezioni in Germania. Facendo finta di essere ingenui lasciateci meravigliare, invece, di quei politici che, colti da improvvisa saggezza, si sono improvvisamente accorti che in Italia esiste una larga sacca di lavoro flessibile (o precario) da sconfiggere, individuandone la causa nella tanto discussa legge Biagi. I dibattiti mediatici si sono incentrati largamente su questo argomento ed il problema lavoro per i giovani ha costituito un vero e proprio punto di forza della campagna elettorale. Ho seguito, come molti di voi, quasi tutti i confronti televisivi tra i leaders politici in campo e, nonostante il mio impegno,non sono riuscito a cogliere importanti segnali di svolta. Vi sembrerà dura questa mia affermazione ma riflettiamo un attimo e soffermiamoci sul fatto che il lavoro flessibile di cui si è parlato in tutta la campagna elettorale è esclusivamente quello del settore privato, e quelli del pubblico impiego in generale ed i precari della scuola in particolare sono forse figli di una nazione straniera? Non sono forse costoro meritevoli di pari dignità? Rinfreschiamoci la memoria: sono oltre 100.000 i docenti e non docenti che ogni anno vengono licenziati nei mesi estivi e poi riassunti a settembre subendo l’eterno status di “supplente a vita”. Molti di questi sono di mezza età , i cosiddetti precari storici, in possesso di titoli culturali e di servizio vecchi e nuovi,costoro sono assestati nelle parti alte delle graduatorie e sono da considerarsi, di fatto, i supplenti di se stessi. Diversa è invece la posizione degli altri 300.000 iscritti nelle graduatorie con minor punteggio ma in possesso ugualmente di abilitazioni e concorsi superati e mai spesi, per queste colleghe e colleghi è una vera e propria “mission impossible” dovendo affrontare e combattere ogni anno una vera e propria guerra tra poveri per non farsi scalare in graduatoria da chi va a caccia di corsi post-universitari e raddoppi di punti in scuole di montagna. Di questa anomalia, tutta italiana, la politica pare non interessarsene affatto. Per queste donne e uomini pensiamo sia giusto e doveroso continuare a batterci come abbiamo fatto fino ad oggi, ma con più accanimento di prima tanta è l’indignazione per la sufficienza con cui la classe politica si pone di fronte a questo dramma. Non possiamo esimerci dal sottolineare,ancora una volta, che la loro condizione di lavoro è umiliante (nel settore privato non sarebbe neppure immaginabile) e gli umori si riflettono inevitabilmente sulla stessa qualità del lavoro che scade in assenza di un minimo di continuità. Il precariato scolastico è, come dicevo prima, un’anomalia tutta italiana, che non ha pari in altri Paesi, è un problema da risolvere in fretta. Non sarebbe né giusto né opportuno metterlo ancora una volta in disparte. Cosa fare allora? Forse potrebbe essere giunto il momento di non alimentare ulteriormente le graduatorie e procedere ad una vera soluzione al problema attraverso due punti fondamentali: 1) dando vita a veri organici pluriennali d’istituto,adeguati alla complessità del servizio e funzionali alle necessità organizzativo-didattiche della scuola dell’autonomia; 2) l’immissione in ruolo del personale precario, docente ed ATA,su tutti i posti comunque disponibili o garantire la non licenziabilità a coloro che ricoprono posti liberi in organico di diritto. Ricordo a tutti, anche a me stesso, che lo SNALS, solo lo SNALS, ha sostenuto e continua a sostenere questa soluzione (vedi periodico Scuola SNALS da aprile 2005 ad oggi) avendo dimostrato in mille occasioni che l’idea della non licenziabilità sarebbe un’operazione a costi zero ma dal forte impatto negli stimoli e nella tranquillità del personale questa “idea” speriamo possa essere colta da chi sarà chiamato a governarci nei prossimi anni. E pensare che avevamo offerto al precedente Governo la gestione di questa soluzione, anche sotto forma di emendamento alla legge finanziaria 2006, che sembrava fosse approvato ma che all’ultimo momento fu lasciato cadere dimostrando,ancora una volta,l’assoluta inadeguatezza di una classe politica incapace di cogliere gli umori ed i bisogni di una categoria numericamente importante e con la scheda elettorale in mano. Peccato,un vero peccato……...per tutti! Visto il disinteresse nel dibattito politico e l’evidente clima di forte conflittualità, siamo preoccupati anche delle 23.500 immissioni in ruolo di docenti ed ATA da realizzarsi entro il prossimo 31 luglio nel contingente messo in cantiere dal Governo uscente. Sarà questo il primo banco di prova per chi dovrà governare il Paese, lo stato di salute della nostra economia e le troppe promesse elettorali da soddisfare non ci inducono all’ottimismo. Siamo curiosi di conoscere i veri programmi sulla scuola pubblica e la verità sulle politiche del personale. I tempi delle risposte intanto sembrano allontanarsi e nella migliore delle ipotesi il nuovo Governo sarà operativo a metà maggio e, tra giugno e settembre, dovrà compiere le sue principali scelte economiche da sottoporre all’attenzione del Parlamento e della pubblica opinione il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria ( il DEPF) e da proporre nella relazione Previsionale e Programmatica e nella Legge Finanziaria. Noi valuteremo le politiche sulla scuola e sul suo personale informandovi, come sempre, senza faziosità né preconcetti, ma con chiarezza e sincerità così come la nostra autonomia ci ha insegnato. Per noi il problema non è sapere quello che si dovrebbe fare ma conoscere, presto , quello che concretamente si farà. Intanto care colleghe e cari colleghi che attendete da anni l’immissione in ruolo,facciamo sentire la nostra voce a sostegno della vertenza precari e il 10 maggio p.v. partecipate con noi alla manifestazione nazionale di Roma a sostegno della vostra vertenza, per il vostro stesso futuro.
La Segreteria provinciale
dello Snals – Conf.Sal di Rieti, ha esaminato lo studio realizzato sui dati
del collocamento in pensione del personale docente e A.T.A. delle scuole della
provincia di Rieti dal 1 settembre 2006, collegandolo e confrontandolo con
quello nazionale studiandone gli effetti sul precariato. Lo S.N.A.L.S. – CONF.SAL. è l’organizzazione sindacale autonoma che, proprio quest’anno celebra il trentennale della propria storia fatta di appassionante lavoro da parte dei suoi dirigenti, dei docenti e del personale ATA che vi si sono dedicati fin dalla fondazione, conquistandosi una posizione di indubbio prestigio sia nel panorama nazionale che,ovviamente, in quello locale grazie alla serietà, all’impegno, alla professionalità degli operatori sindacali e alla loro passione in favore di quanti operano nel mondo della scuola. Proprio per questo lo S.N.A.L.S. è soprattutto un punto di riferimento certo per la scuola reatina e per tutti coloro che hanno scelto di lavorarci, esplicando anche una missione, parola spesso dimenticata questa, ma che sottintende i valori più alti della persona umana in cui lo SNALS crede e che persegue. Su questa base, presso la Segreteria Provinciale di Rieti e in quella distrettuale di Poggio Mirteto, molti hanno lavorato e fornito il loro apporto solidale, cooperando negli anni ad una crescita che non si è mai arrestata e che ha un riscontro riassumibile nell’essere,indiscutibilmente, qui a Rieti, il primo sindacato della Scuola per numero di iscritti e in rappresentatività. Sotto il profilo della funzionalità e del servizio agli iscritti e ai non iscritti, lo SNALS–CONFSAL oramai svolge un ruolo importante e di supplenza, da quando,l’ex Provveditorato agli Studi si è trasformato in una ramificazione dell’Ufficio scolastico regionale. Questo, soprattutto, per l’informazione al personale, che deve essere certa, concreta,immediata ed affidabile e aggiornata. Da anni, accanto alla funzione principale, che è quella della rappresentanza sindacale nelle sedi dovute, incentrata sulla difesa del personale scolastico nei confronti di insufficienze e di lacune dell’Amministrazione scolastica, lo SNALS–CONF.SAL ha attivato alcuni servizi essenziali la cui conoscenza potrai approfondirla visitando questo sito più accuratamente. Quello del CAF è una realtà costantemente in crescita, che dà al personale scolastico e non solo, la sicurezza delle funzioni delegate in materia fiscale. Da tre anni, al CAF è stata affiancata la nuova struttura del Patronato INPAS e del Centro Handicap. Il lavoro paziente, costante, particolarmente centrato sulla valorizzazione della solidarietà e dell’accoglienza ha consentito, anche in quest’ambito, una rapida crescita del numero di persone che vi si rivolgono, i risultati positivi conseguiti rappresentano il miglior viatico per proseguire con ulteriore grinta. Attraverso il Patronato INPAS, lo SNALS ha aperto a Rieti opportunità nuove e diverse, fornendo agli iscritti i propri servizi in ambito medico legale, in quello dell’assistenza legale, dell’assistenza assicurativa e di tutta un’altra serie di servizi rivolti unicamente a sostenere i diritti dei lavoratori della scuola innanzi alle amministrazioni centrali e locali e nei confronti degli enti assistenziali e previdenziali (INPS-INPDAP-INAIL-ASL). Nei rapporti con la realtà locale, un principio su cui non si è mai derogato, è stata l’autonomia, che è uno dei presupposti fondanti del sindacato. Nei rapporti con le istituzioni regionali, provinciali e comunali, lo spirito che ha animato ed anima lo SNALS è quello della collaborazione,del confronto franco e leale e del rispetto reciproco dei ruoli e delle funzioni. Si è sempre operato in favore dello sviluppo culturale, sociale ed economico della nostra Città e della nostra Provincia. Il presupposto è stato quello di valorizzare il ruolo del sindacato autonomo inteso come strumento di crescita civile, tenendo ben presente che la Scuola rappresenta, negli ambiti della comunità reatina, non soltanto il luogo della formazione e della crescita dei giovani, del confronto e dell’arricchimento culturale, ma anche la fonte di lavoro, la più importante per funzione e per numero di addetti, dell’intera provincia. Tutti questi motivi ci hanno indotto a creare questa speciale “vetrina multimediale” proiettando all’esterno tutta la nostra capacità operativa, le nostre potenzialità e le nuove strutture messe a disposizione innanzi tutto per i nostri iscritti. Siamo certi che questo ulteriore sforzo sarà molto apprezzato e utilizzato anche interagendo con noi attraverso lo speciale “filo diretto” con cui potrete inviarci quesiti o darci suggerimenti. Per questo uno speciale gruppo di lavoro sarà a vostra disposizione. |
Ultimo Aggiornamento: 28-ago-2009 alle 10.21
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